Definizione

La tenosinovite stenosante dei flessori (dito a scatto), è un’infiammazione che colpisce il complesso tendine-guaina sinoviale, determinando dolore e progressiva invalidità delle dita. Nelle forme più avanzate il dito può rimanere bloccato in flessione (dito in blocco) e la sua estensione può risultare impossibile proprio a causa del forte dolore. La tenosinovite stenosante si presenta con un rigonfiamento (nodulo) doloroso alla base del dito interessato. Questo causa il caratteristico scatto doloroso nei movimenti di flesso-estensione del dito, dovuto alla difficoltà meccanica incontrata dal nodulo a scorrere al di sotto della puleggia. Generalmente la tenosinovite stenosante colpisce il primo, il terzo e il IV dito della mano dominante.

Anatomia

Lunghi tendini, chiamati flessori,  partono dai muscoli dell’avambraccio, passano nel polso e si inseriscono sulle falangi delle dita. Quando si flette un dito, il flessore scorre attraverso tunnel piuttosto stretti chiamate pulegge, la cui funzione è mantenere il tendine aderente al piano osseo.

Cause

Le cause di questo processo infiammatorio non sono sempre chiare. Può essere dovuto a microtraumi o a un sovraccarico funzionale, ma hanno un ruolo importante anche patologie come artrite reumatoide, rizoartrosi, immobilizzazione per fratture, morbo di Dupuytren, diabete o gotta. Il dito a scatto è più comune in chi pratica attività lavorative che comportano gesti manuali frequenti e ripetitivi, come maneggiare forbici e cacciaviti, nel giardinaggio, nei musicisti. Anche l’abitudine di digitare SMS o email sul cellulare usando solo i pollici, può contribuire a far insorgere questa patologia. In rari casi il “dito a scatto” può essere congenito, sono maggiormente colpite le donne, soprattutto nel periodo peri e post menopausale e normalmente si verifica dopo i 40 anni. Le persone che soffrono di infiammazioni tendinee e si presentano in ambulatorio con il tunnel carpale, l’epicondilite ecc., probabilmente dopo pochi mesi avvertiranno anche il dito a scatto. La malattia può colpire anche i bambini nei primi  mesi di vita, solitamente a livello del pollice che appare bloccato in flessione.

Sintomi

Il dito a scatto si manifesta inizialmente con indolenzimento alla base del dito, dove può essere rilevato un piccolo nodulo ma con il tempo spesso le cose peggiorano tanto che il dito interessato  rimane bloccato in posizione flessa, per poi raddrizzarsi con un brusco scatto e un dolore intenso. La tenosinovite stenosante può colpire un solo dito della mano o anche più dita contemporaneamente. La sintomatologia tende ad essere maggiormente avvertita dopo un periodo di riposo, ad esempio al risveglio al mattino, per poi diminuire dopo l’utilizzo della mano. I sintomi sono abbastanza evidenti:  calore, formicolio e gonfiore delle dita della mano coinvolte, difficoltà di movimento delle dita e dolore a livello del palmo della mano. Nei casi più gravi, impossibilità di estendere le dita coinvolte, che rimangono piegate. A volte è necessario utilizzare la mano controlaterale per estendere il dito. Tale sintomatologia gradualmente si attenua durante la giornata e durante l’attività lavorativa, per poi ripresentarsi il mattino successivo.

Clinica

La diagnosi è essenzialmente clinica, ed il trattamento andrà stabilito in base alla gravità delle condizioni del paziente. In presenza di una forma lieve si osserverà un periodo di riposo e si eseguiranno degli esercizi specifici. Si potranno poi utilizzare un terapia a base di farmaci antinfiammatori. Dal punto di vista clinico, la tenosinovite stenosante dei flessori delle dita può presentarsi con caratteri differenti, in relazione allo stadio evolutivo della malattia. La classificazione dei quadri clinici del dito a scatto, associati ai diversi gradi della patologia, risulta utile per la scelta del trattamento terapeutico:

Classificazione secondo Green
Grado Quadro clinico
I Dolore, edema, movimenti irregolari del dito
II Blocco in flessione correggibile attivamente
III Blocco in flessione correggibile passivamente
IV Blocco in flessione non correggibile

Ci si basa essenzialmente sui sintomi. Di solito per avere maggiori dettagli diagnostici, in vista di un eventuale trattamento chirurgico, si esegue un’ecografia.

Trattamento

  • Conservativo

Si può indossare un tutore per mantenere il dito colpito in posizione estesa, per un tempo massimo di sei settimane. Si possono suggerire esercizi delicati che aiutino a mantenere la mobilità articolare del dito coinvolto. Evitare i movimenti manuali ripetuti e per almeno tre o quattro settimane evitare le attività che richiedono frequenti movimenti di presa, la chiusura delle dita a pugno. I FANS possono alleviare il gonfiore provocato dalla costrizione della guaina sinoviale e consentono anche di lenire il dolore associato allo scatto. Alternativa o coadiuvante ciclo di infiltrazioni con corticosteroidi: può consentire di ridurre la condizione infiammatoria. Tale trattamento è efficace se somministrato subito dopo l’esordio dei sintomi legati al disturbo, in quanto risulta utile soprattutto nelle forme acute. La terapia locale con infiltrazione comporta dei rischi connessi ai possibili danni al tendine (rottura patologica), e non assicura la risoluzione completa della malattia. Le iniezioni potrebbero essere meno efficaci in pazienti affetti da altre patologie, come l’artrite reumatoide e il diabete. Tra le terapie mediche consigliate per contrastare l’infiammazione troviamo la magnetoterapia, la crioterapia e il laser.

  • Chirurgico

L’intervento dura circa 5 minuti e viene eseguito in anestesia locale in Day Hospital. Già nell’immediato postoperatorio è possibile e consigliato muovere il dito con dei semplici movimenti di flesso-estensione al fine di evitare la formazione di aderenze cicatriziali. Dopo l’intervento è necessario osservare un periodo di riposo nel quale si potrà muovere liberamente la mano ma bisognerà evitare sforzi, lavori manuali impegnativi, traumi sulla sede di intervento. Nella maggior parte dei pazienti si assiste ad un miglioramento già nei giorni successivi all’intervento, ma il recupero completo può richiedere fino a sei mesi. Ricorrere alla fisioterapia può contribuire a raggiungere un esito positivo al trattamento. L’obiettivo del trattamento è eliminare lo scatto o il blocco del dito e ripristinarne il normale movimento ma può anche includere il cambiamento delle attività manuali.

Complicanze

Le rare complicanze che possono insorgere, a seguito del trattamento del dito a scatto, includono: rottura del tendine, infezioni, rigidità del dito spesso determinata dall’eccessiva cautela nel compiere movimenti nella fase post-operatoria, recidive, in casi eccezionali, anche a distanza di anni.

Prevenzione

Ridurre al minimo i movimenti di presa ripetuti ed i lavori manuali impegnativi. Evitare sforzi eccessivi e traumi ed eseguire piccoli esercizi di stretching e defaticanti.